SALVEZZA RINVIATA
Sabato 02 Maggio 2015 20:32

 


Scritto da Paolo Di Grazia

 

Sfuma nell’ultimo minuto, dei cinque concessi dal signor Mariani, di Ravenna, la vittoria del Catania su un modesto, ma mai domo Livorno, e quindi la possibilità di raggiungere la salvezza matematica. Che avrebbe permesso ai rossazzurri di giocare in tranquillità queste tre ultime partite che mancano da qui alla fine del campionato. Nessun dramma, sia chiaro, poiché con 48 punti all’attivo e con quattro lunghezze di vantaggio dalla zona play out (che gli uomini di Marcolin possono vantare sul Crotone), la permanenza in B, è ormai ad un passo, considerato anche che nell’ultima gara stagionale gli etnei andranno in casa del già promosso Carpi. Ma è fuor di dubbio che questo 1-1, maturato ormai a pochi secondi dal triplice fischio finale, fa sicuramente rabbia. Il rigore, è giusto dirlo, con il quale il Livorno ha pareggiato al 95’, determinato da una ingenua entrata di Gyomber su Vantaggiato, seppure reso non chiarissimo da una mischia in area di rigore rossazzurra, poteva anche starci; ma, quello che purtroppo risulta inconcepibile, e spiace dirlo, sono ancora una volta le errate valutazioni tattiche e la negativa gestione dei cambi, operata dal tecnico del Catania, Marcolin, che evidentemente nei momenti caldi del match perde la bussola. Non vogliamo buttarli la croce addosso, per carità, poiché da queste righe non è mai uscita fuori una polemica disfattista, contro quello o quell’altro, ma è chiaro a tutti che, quando giochi tutta la ripresa e, gran parte della prima frazione di gara, nella propria metà, sei ad alta percentuale di rischio e, non devi poi, metterti a battere i piedi per terra se, prima o poi, subisci il gol. Solo se hai gli uomini adatti allo scopo, o se sei un mago in fase difensiva, puoi uscire indenne da una situazione del genere, altrimenti sei costretto ad ingoiare il rospo amaro. C’è poco da fare. Le sostituzioni, poi, è come se avessero detto al Livorno “prego, si accomodi”, perché hanno definitivamente schiacciato nella propria metà campo l’assetto del Catania, che è sembrato, ad un certo punto, della gara, vittima di se stesso.

L’ingresso in campo di Gyomber al posto di Belmonte, è apparso inutile, così come, assolutamente fuor di luogo, a nostro avviso, è stata la sostituzione, poco prima dell’ultimo quarto d’ora di gara, di Capuano per Rosina. Cambio che il tecnico etneo, ha giustificato con la mossa, operata un minuto prima, dal collega Panucci che metteva dentro la “boa” Galabinov in luogo di Gemiti, costringendo il trainer rossazzurro a schierare al centro della difesa lo stesso Capuano per contrastare l’onda d’urto dell’attacco toscano. Giustificazione, però, non plausibile, perché Rosina, seppure a tratti, dava geometrie e ordine alle ripartenze, spezzava a centrocampo la manovra offensiva del Livorno, tenendo palla e portandosi a spasso sempre 2-3 avversari. Sarebbe stato meglio, ad esempio, far uscire Castro, spesso avulso dalla manovra. Per non parlare, poi, dell’ultimo cambio di Chraperk per Maniero che ha determinato il definitivo assedio dei labronici. Morale della favola il Catania deve solo recitare il mea culpa, perché ha cercato di vivere di rendita dopo il gol del vantaggio di Sciaudone e, si sa, in questi casi puoi pagare dazio. Ormai, comunque, è andata e adesso sarà importante cercare di conquistare un risultato positivo sabato prossimo in casa del disperato Brescia, ormai con un piede in Lega Pro. Per il Catania, l’auspicio di chiudere definitivamente in casa delle rondinelle il discorso salvezza.

 

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