Editoriale: PRIMI SPIRAGLI DI PRIMAVERA
Giovedì 05 Marzo 2015 12:17

 


Scritto da Paolo Di Grazia

 

Dal pareggio ottenuto a Bari, nel turno infrasettimanale di ieri, è uscito fuori un Catania, rinfrancato, se non sul piano della classifica, sicuramente su quello del morale. Non era facile tornare indenni dal terreno dei galletti, sostenuti da oltre 20mila spettatori, sia per le condizioni d’emergenza con le quali il tecnico Marcolin ha dovuto fare i conti, schierando una formazione rabberciata a seguito di infortuni e squalifiche, e sia ancora una volta per i tormentoni societari, che hanno portato lunedì scorso al licenziamento del preparatore atletico, Gian Piero Ventrone e al conseguente ingaggio, al suo posto, di Massimo Neri che può vantare una notevole esperienza anche a livello internazionale, per aver collaborato con Capello nelle nazionali di Russia e Inghilterra. A Bari, ed era ora, si è assistito per lo meno ad un Catania compatto e quadrato, capace di frenare le velleità offensive degli avversari e di riproporsi con delle veloci ripartenze che spesso hanno tenuto in apprensione la difesa pugliese. Niente sfracelli, si badi bene, ma quanto meno si è ammirato un Catania discretamente ordinato e sicuro dei propri mezzi. Resta, però, il rammarico per una vittoria sfumata solo al 90’, causata da una svista difensiva evitabile, ma che però non macchia, in questi tempi di vacche magre, una prestazione sostanzialmente di buon livello. Che ha messo per altro in vetrina un altro prodotto del vivaio rossazzurro, Rossetti, autore del momentaneo vantaggio catanese; a dimostrazione che nel settore giovanile la società continua a lavorare bene. La classifica resta però precaria, con il Catania che occupa la penultima posizione, ma con una partita in meno, che recupererà il 10 marzo in casa del Modena. In mezzo, gli etnei sabato prossimo sono attesi dal match interno con lo Spezia, una gara, inutile dirlo, da vincere a tutti i costi, perché se si vuole raggiungere quanto prima la quota salvezza, è fondamentale quanto meno cercare di sfruttare appieno le partite interne, visto che in trasferta spesso ti ritrovi squadre col coltello tra i denti e, che, soprattutto corrono. Cosa che sinora non ha fatto il Catania.

 

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